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In questa pagina si trovano le risposte ai quesiti normativi più ricorrenti e attuali in tema di Lavoro Agile nella Pubblica Amministrazione.
Inoltre, in formato scaricabile, sono presenti i documenti e le normative utili a quelle Pubbliche Amministrazioni che partecipano al progetto ‘Lavoro Agile per il futuro della Pa’ o a tutti coloro – singoli amministrazioni – che abbiano interesse ad approfondire la tematica del lavoro agile.

FAQ

Ai sensi dell’art. 1, comma 1, del DPCM 23 settembre 2021, “dal 15 ottobre 2021, la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni è soltanto quella svolta in presenza.” Il comma 2 del predetto art. 1, precisa che “nell'attuazione di quanto stabilito al comma 1, le amministrazioni assicurano il rispetto delle misure sanitarie di contenimento del rischio di contagio da Covid19 impartite dalle competenti autorità.” Pertanto, fermo restando il rispetto delle norme in materia di contenimento del rischio di contagio da Covid19, a partire dal 15 ottobre 2021 si tornerà al regime previgente all’epidemia pandemica, disciplinato dalla Legge 22 maggio 2017, n. 81, recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, venendo meno il regime emergenziale a far data dallo stesso 15 ottobre 2021.
Il ritorno al regime ordinario del lavoro agile comporta, tra l’altro, la necessità dell’accordo individuale, così come previsto dall’art. 18, della Legge 22 maggio 2017, n. 81. Secondo il DM 8 ottobre 2021, l’accordo individuale di cui all’articolo 18, comma 1, della Legge 22 maggio 2017, n. 81, deve definire, almeno: 1) gli specifici obiettivi della prestazione resa in modalità di Smart Working; 2) le modalità e i tempi di esecuzione della prestazione e della disconnessione del lavoratore dagli apparati di lavoro, nonché eventuali fasce di contattabilità; 3) le modalità e i criteri di misurazione della prestazione medesima, anche ai fini del proseguimento della modalità della prestazione lavorativa in modalità Smart Working. Quanto all’inserimento dell’accordo individuale di Smart Working, non esiste al momento un testo normativo di coordinamento con la disciplina speciale in materia di lavoro alle dipendenze della PA e lavoro privato per quanto attiene agli adempimenti relativi alle modalità di inserimento. Al momento, il sistema informatico del MLPS riceve le comunicazioni degli accordi di Smart Working esclusivamente in via semplificata mediante apposito applicativo. Dunque, sarà necessario attendere l’aggiornamento della normativa e il conseguente aggiornamento del sistema informativo da parte del MLPS prima di ritornare alle modalità di inserimento degli accordi di lavoro agile già adottate prima della introduzione del sistema emergenziale semplificato.
Nelle more della definizione delle degli istituti del rapporto di lavoro connessi allo Smart Working da parte della contrattazione collettiva e della definizione delle modalità e degli obiettivi dello Smart Working da definirsi ai sensi dell’art. 6, comma 2, lettera c), del Decreto Legge 9 giugno 2021, n. 80, convertito, con modificazioni dalla Legge 6 agosto 2021, n. 113, nell’ambito del Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO), l’accesso al lavoro agile potrà essere autorizzato nel rispetto delle seguenti condizionalità: a) lo svolgimento della prestazione di lavoro in modalità agile non deve in alcun modo pregiudicare o ridurre la fruizione dei servizi resi all’amministrazione a favore degli utenti; b) l’amministrazione deve garantire un’adeguata rotazione del personale che può prestare lavoro in modalità agile, dovendo essere prevalente, per ciascun lavoratore, l’esecuzione della prestazione in presenza; c) l’amministrazione mette in atto ogni adempimento al fine di dotarsi di una piattaforma digitale o di un cloud o comunque di strumenti tecnologici idonei a garantire la più assoluta riservatezza dei dati e delle informazioni che vengono trattate dal lavoratore nello svolgimento della prestazione in modalità agile; d) l’amministrazione deve aver previsto un piano di smaltimento del lavoro arretrato, ove sia stato accumulato; e) l’amministrazione, inoltre, mette in atto ogni adempimento al fine di fornire al personale dipendente apparati digitali e tecnologici adeguati alla prestazione di lavoro richiesta; f) l’accordo individuale di cui all’art. 18, comma 1, della Legge 22 maggio 2017, n. 81, deve definire, almeno: 1) gli specifici obiettivi della prestazione resa in modalità agile; 2) le modalità e i tempi di esecuzione della prestazione e della disconnessione del lavoratore dagli apparati di lavoro, nonché eventuali fasce di contattabilità; 3) le modalità e i criteri di misurazione della prestazione medesima, anche ai fini del proseguimento della modalità della prestazione lavorativa in modalità agile; g) le amministrazioni assicurano il prevalente svolgimento in presenza della prestazione lavorativa dei soggetti titolari di funzioni di coordinamento e controllo dei dirigenti e dei responsabili dei procedimenti amministrativi; h) le amministrazioni prevedono, ove le misure di carattere sanitario lo richiedano, la rotazione del personale impiegato in presenza, nel rispetto di quanto stabilito dal presente articolo. Pertanto, alla luce di quanto sopra, l’Ente potrà continuare ad applicare, fino al 31 dicembre 2021, gli accordi semplificati di Smart Working caricati durante la fase emergenziale, a condizione che soddisfino i requisiti sopra elencati.
Il DPCM 23 settembre 2021 ha disposto che “A decorrere dal 15 ottobre 2021 la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è quella svolta in presenza.” Il rientro dovrà essere completo entro il 30 ottobre 2021, ma già dal 15 ottobre 2021 dovrà essere garantita la presenza in servizio del personale preposto alle attività di sportello e di ricevimento degli utenti (front-office) e dei settori preposti alla erogazione di servizi all'utenza (back-office), anche attraverso la flessibilità degli orari di sportello e di ricevimento dell’utenza.
Lo Smart Working deve essere garantito ad almeno il 15% della popolazione dell’Ente (fatta salva la possibilità di prevedere percentuali più elevate), se compatibile con le mansioni svolte e qualora ne venga fatta richiesta volontaria, nel rispetto di quanto previsto dal DM 8 ottobre 2021.
Sì, ma nel rispetto delle condizionalità previste dal DM 8 ottobre 2021, fermo restando lo svolgimento di tutta la capacità operativa in presenza per la fruizione dei servizi da parte dell’utenza. Il Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO) di ciascun Ente, introdotto dal Decreto Legge n. 80/2021), è un documento destinato a contenere, tra le altre cose, il piano organizzativo del lavoro agile (POLA) e che fornirà a ciascun Ente, a partire dal 31 gennaio 2022, uno strumento di semplificazione e di pianificazione delle attività e delle strategie da porre in essere. 
In presenza di una pianificazione post emergenziale, che sarà comunque ridefinita nel PIAO, e del rispetto di tutte le condizionalità previste dal DM 8 ottobre 2021, il ricorso allo Smart Working non può ritenersi escluso.
Gli Enti non sono obbligati a fornire comunicazioni specifiche, ma restano liberi di organizzarsi nel modo più confacente alla propria realtà purché rispettino le misure previste nel DM 8 ottobre 2021.
Sì, ogni Ente ha piena autonomia nel disciplinare le diverse forme di flessibilità previste dal DM 8 ottobre 2021, ovviamente valutandole in relazione alle esigenze della propria utenza e del proprio territorio.
Il DM 8 ottobre 2021, sul quale il Comitato tecnico-scientifico (c.d. “Cts”) si è espresso favorevolmente nella seduta del 5 ottobre 2021, si applica nel rispetto delle misure minime vigenti di carattere sanitario, coerenti con le autorizzazioni alle riaperture previste nei provvedimenti del Cts.
Lo Smart Working è uno strumento di carattere organizzativo ed una modalità di rendere la prestazione di lavoro. Pertanto, non è consentito in alcun modo, in quanto elusivo del predetto obbligo, individuare i lavoratori da adibire allo Smart Working sulla base del mancato possesso del Green Pass. Il possesso del Green Pass e la sua esibizione sono condizioni che devono essere soddisfatte al momento dell’accesso al luogo di lavoro. Il lavoratore che dichiari di non avere il Green Pass o di esserne in possesso ma di non essere in grado di esibirlo, deve essere considerato assente ingiustificato e non può in alcun modo essere adibito allo Smart Working.
I soggetti esenti dalla campagna vaccinale (che sono gli unici esentati dal possesso del Green Pass) possono comunque accedere agli uffici e lavorare in presenza, ferma restando la possibilità, per tutti i lavoratori in regola con il Green Pass, di utilizzare lo Smart Working al ricorrere delle condizioni previste dal DM 8 ottobre 2021.
Il DM 8 ottobre 2021 sul ritorno in presenza disciplina anche le modalità di svolgimento dello Smart Working.  La norma di proroga consente al lavoratore fragile di usufruirne, ma questo non solleva l’Ente dal rispetto di quanto previsto dal DM 8 ottobre 2021.
Lo Smart Working non è più quello della fase emergenziale e dunque il ricorso a tale modalità di lavoro è consentito nei limiti della disciplina vigente e di quanto previsto dal DM 8 ottobre 2021.
I 15 giorni per le misure organizzative delle amministrazioni non escludono affatto il rispetto di quanto previsto dal DM 8 ottobre 2021, e non possono essere utilizzati a fini elusivi. Si evidenzia che dal 15 ottobre 2021 l’ordinaria modalità di svolgimento della prestazione lavorativa è quella svolta in presenza e che, a decorrere dalla predetta data, le modalità di svolgimento dello Smart Working sono disciplinate dal citato DM 8 ottobre 2021.
Link ufficiali e utili per rimanere sempre aggiornati

In questa sezione si trovano i link agli aggiornamenti pubblicati sul sito della Presidenza Del Consiglio Dei Ministri e Funzione Pubblica in materia di Lavoro Agile nella Pubblica Amministrazione

Documentazione sul progetto Lavoro Agile per il futuro della PA
10/12/2018
Progetto Lavoro Agile
Progetto Lavoro Agile per il futuro della PA
212 KB
12/12/2018
Brochure Lavoro Agile
Brochure Lavoro Agile per il futuro della PA
1 MB
Normativa e Informazioni Generali
Adesione alla GLA a Roma - documenti
Volumi di approfondimento
12/12/2018
Approfondimento delle esperienze più significative di lavoro agile
Approfondimento normativo per l’applicazione del “lavoro agile” nelle PA - volume da scaricare
3 MB
12/12/2018
Approfondimento normativo
Approfondimento delle esperienze più significative di lavoro agile realizzate a livello pubblico e privato sia in ambito nazionale sia internazionale
2 MB
Bibliografia